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Da dove viene il termine "gotico"? Dalle cattedrali alla subcultura

La parola "gotico" compare ovunque: nelle descrizioni delle cattedrali, nei romanzi horror, nei nomi delle band e nelle descrizioni degli outfit. Ma da dove viene esattamente, e come ha fatto una sola parola a descrivere cose così diverse?

Il termine "gotico" deriva dai Goti, un popolo germanico che nel Medioevo era associato alla barbarie. Gli umanisti italiani del Rinascimento lo usarono in modo spregiativo per riferirsi all'architettura medievale, che consideravano primitiva. Qualche secolo dopo, la stessa parola attraversò la letteratura romantica e alla fine approdò nella musica post-punk degli anni '80, dando il nome a un'intera subcultura.

In questo articolo trovi:

  • la storia della parola "gotico" dagli antichi Goti all'architettura gotica
  • una spiegazione di come i romantici e gli scrittori si siano appropriati del termine per i propri scopi
  • la risposta alla domanda sul perché proprio questo nome si sia affermato nella musica e nella moda alternativa

Si parte dall'inizio.

Il gotico ha molti volti

La parola "gotico" compare nelle conversazioni sull'architettura, la letteratura, la musica e la moda, e ogni volta significa qualcosa di leggermente diverso. Non è un caso né una confusione concettuale. È il risultato di secoli di viaggio di una parola attraverso culture ed epoche diverse. Vale la pena sapere da dove viene, perché aiuta a capire perché la moda gotica di oggi è così varia e perché non è possibile racchiuderla in un'unica definizione né in un unico insieme di capi.

I Goti medievali e l'architettura gotica: cosa li collega?

I Goti erano tribù germaniche che ebbero un ruolo importante nella caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Quando nel XV e XVI secolo gli umanisti italiani cercarono un termine per definire l'architettura medievale, la considerarono barbara e rozza, e la chiamarono appunto "gotica", associandola a quelle tribù "selvagge". Era un'espressione di disprezzo, non di ammirazione.

Il paradosso è che le cattedrali gotiche, come Notre-Dame a Parigi o la cattedrale di Colonia, sono alcune delle costruzioni tecnicamente più avanzate del Medioevo. La verticalità, le volte a sesto acuto e le vetrate non sono barbarie, ma il risultato di un'ingegneria precisa. Il nome rimase, anche se non corrispondeva affatto alla realtà.

Questo scarto tra il nome e la realtà è qualcosa che accompagna la parola "gotico" per tutta la sua storia. Epoche successive se ne sono appropriate, attribuendole nuovi significati, spesso staccandola completamente dal contesto originario. L'architettura gotica è il primo e forse il più emblematico esempio: edifici costruiti da centinaia di artigiani e ingegneri, chiamati per secoli con il nome di tribù che non avevano nulla a che fare con loro.

Come scrittori e romantici si sono appropriati di questa parola?

Nel XVIII secolo la parola "gotico" cominciò a vivere di vita propria nella letteratura. Il romanzo gotico come genere nacque nel 1764 con "Il castello di Otranto" di Horace Walpole. Gli scrittori iniziarono a usare questo termine deliberatamente, per evocare rovine, mistero e un passato oscuro, non tribù specifiche né uno stile architettonico.

I romantici andarono ancora oltre. Per loro il gotico era un'estetica dell'inquietudine e del fascino per l'ignoto. Castelli in rovina, fantasmi, sentimenti proibiti e il disfacimento del vecchio ordine, tutto questo rientrava nella "goticità". È proprio in questa tradizione letteraria che affondano le radici della sensibilità che oggi associamo alla subcultura, anche se la strada da Shelley e Poe ai jeans neri e ai dischi post-punk era ancora lunga.

Vale la pena notare che già nel XVIII e XIX secolo "gotico" non indicava un unico stile preciso. Ann Radcliffe scriveva in modo completamente diverso da Matthew Lewis, ed entrambi si distinguevano da Mary Shelley. Ognuno di loro usava la stessa parola, ma costruiva con essa atmosfere, immagini e tensioni diverse. Lo stesso accade oggi nella moda: due outfit descritti come gotici possono avere un aspetto completamente diverso, perché ciascuno attinge a un ramo diverso di questa lunga storia. Uno si richiama alla severità vittoriana, l'altro all'anarchia del punk-rock degli anni '70 e '80. Entrambi sono ugualmente validi, e chi vuole costruire un guardaroba gotico femminile ha oggi una gamma davvero ampia di ispirazioni tra cui scegliere.

Quando la parola "gotico" ha iniziato a descrivere la musica e i vestiti?

La svolta è arrivata tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta nel Regno Unito. Dalla scena post-punk sono emersi gruppi come Bauhaus, Siouxsie and the Banshees e The Cure, che suonavano qualcosa di più oscuro e grezzo rispetto ai loro predecessori. I giornalisti musicali hanno cominciato a cercare un'etichetta per questo filone e hanno scelto l'espressione «gothic rock», richiamando l'atmosfera della letteratura gotica dell'orrore.

maglia gotica nera con choker orecchini e trucco drammatico

È stato un movimento dal basso, non una decisione imposta da qualche redazione o casa discografica. La parola funzionava semplicemente perché descriveva quello che le persone sentivano. La musica era cupa, i testi spesso parlavano di morte, del passare del tempo e di una disperazione romantica. L'architettura gotica e la letteratura gotica erano già associate a quel tipo di clima, quindi trasferire il nome alla musica è stato un passaggio abbastanza naturale. La storia della moda gotica mostra come questo percorso dal suono allo stile si sia sviluppato nei decenni successivi.

Intorno alla scena musicale ha cominciato a formarsi una comunità con un proprio modo di vestire. Il nero, il cuoio, i pizzi, gli stivali alti e il trucco marcato sono diventati un insieme riconoscibile, ma fin dall'inizio c'era molta varietà. Chi si ispirava al lutto vittoriano, chi al punk, chi al cabaret o al film noir. Il termine «gotico» raccoglieva tutto questo insieme, anche se gli stili potevano essere molto diversi tra loro. Vale la pena tenerlo a mente quando qualcuno dice che qualcosa è o non è abbastanza gotico, perché questa diversità fa parte della storia del movimento fin dalle origini.

Vale anche la pena ricordare che elementi specifici come le maniche a rete, i dettagli da corsetto o gli accessori in pelle non sono comparsi dal nulla. Le persone andavano ai concerti, si osservavano a vicenda e prendevano spunto da ciò che funzionava. I negozi di seconda mano, le modifiche fai-da-te e gli scambi tra amici erano il modo principale per costruire il proprio guardaroba, semplicemente perché i negozi di abbigliamento gotico non esistevano.

La moda gotica non è nata come progetto separato. È cresciuta dalla musica e dalla comunità che si ritrovava ai concerti e nei club. I vestiti erano parte di un'identità, non un costume per una sera sola, e lo stesso vale ancora oggi. Se vuoi approfondire le basi dello stile gotico nel vestirsi, conviene guardare a questo filone in modo più ampio, senza fermarsi ai singoli capi.

Perché proprio questo nome si è affermato nella subcultura e non un altro?

La parola "gotico" aveva già alle spalle diversi secoli di presenza nella cultura, prima di essere usata per descrivere una subcultura. Non fu una scelta casuale. Giornalisti e musicisti la ripresero perché portava con sé un insieme di associazioni già pronte: un'atmosfera cupa, una certa austerità, un tipo di serietà che distingueva questo movimento dalla leggerezza della cultura pop.

Altre parole semplicemente non avevano la stessa forza. "Musica oscura" suona troppo generico. "Post-punk" descrive più un'origine che un'atmosfera. "Gothic", invece, richiamava la letteratura gotica, i castelli, l'architettura gotica e un'intera tradizione estetica da sempre associata a ciò che è insolito e inquietante. Una sola parola faceva il lavoro di un'intera descrizione.

Contava anche il fatto che la parola funzionasse già in inglese come aggettivo dal significato preciso. Quando qualcuno diceva "gothic", tutti capivano subito di che atmosfera si trattasse. La subcultura gotica si appropriò di quel nome e lo adattò alle proprie esigenze, senza chiedere il permesso a nessuno, il che del resto si addice perfettamente alla sua natura indipendente. Se ti incuriosisce da dove è nata questa subcultura, vale la pena risalire alle sue radici musicali e sociali.

Vale anche la pena ricordare che in quel periodo, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta, la scena musicale era piena di movimenti alla ricerca di una propria identità. Il punk stava cominciando a frammentarsi in decine di filoni, e ognuno aveva bisogno di un punto di riferimento. "Gothic" funzionò come un'ancora, qualcosa a cui aggrapparsi senza dover scrivere un manifesto. Le prime band, come i Bauhaus o i Siouxsie and the Banshees, non dichiaravano di fare musica gotica, ma la stampa raccolse rapidamente quell'etichetta e iniziò ad applicarla. Il nome arrivò prima di qualsiasi decisione consapevole.

Col tempo il nome cominciò a comprendere non solo la musica, ma anche il modo di vestirsi, gli interessi, il modo di trascorrere il tempo. È naturale che quando qualcosa ha già un'etichetta, le persone inizino a raccogliersi attorno ad essa. Il nome "gotico" era abbastanza ampio da contenere approcci diversi, e abbastanza preciso da distinguere questa scena dalle altre. È una combinazione rara, ed è proprio per questo che è sopravvissuta per diversi decenni senza grandi cambiamenti, e lo stato attuale della subcultura dimostra che quell'etichetta non ha ancora perso la sua capacità di attrazione.

Gotico: dai barbari alla subcultura, in poche parole

La parola "gotico" ha percorso una lunga strada: dal nome di un popolo, a un commento sprezzante degli architetti rinascimentali, alla letteratura oscura, fino alla scena musicale degli anni '80 e alla moda alternativa di oggi. È uno dei pochi termini che in ogni epoca ha acquisito un nuovo significato, senza perdere il legame con ciò che è insolito e ambiguo.

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